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La Pistola

Sono anni che non scrivo, per la verità manca qualche mese per 10 anni, ma la costrizione  a rimanere in casa, mi ha fatto riprendere la voglia di scrivere ancora qualche ricordo della mia infanzia.

Forse scrivendoli mi sarà più facile ricordarli, comunque scrivendo mi fa venire in mente ricordi piacevoli e spiacevoli, ma non importa, non possono essere tutti piacevoli i ricordi, fanno e faranno sempre parte dei miei ricordi.

Non so definire se questo sia uno piacevole o spiacevole, ma certamente pauroso per una certa parte.

Potevo avere un poco meno di 10 anni, abitavamo a piano terra a Napoli, in una strada nei pressi della “Zona Mercato” di fronte a noi ad una distanza di non più di 15 mt. al primo piano abitava un mio compagno di gioco, si chiamava “Aniello”, quei 15 mt sembravano un autostrada e molto spesso salivo a casa sua per giocare con lui, il fratello e la sorella, poi la voce implacabile di mia madre mi richiamava giù per non dare fastidio.
Quindi ritornavo giù in strada a giocare con Aniello, e gli altri amici.

Ma un giorno che salii sopra per giocare, Aniello mi chiamò da parte con fare nascosto che voleva mostrarmi una cosa, incuriosito lo seguii nell’altra stanza dell’abitazione, si perche per me era strano andare in un altra stanza, la mia abitazione era composta da stanza unica tranne un piccolo cucinino ed un bagno che dovevi entrare di traverso per accedervi con solo il wc, la stanza faceva da stanza di pranzo e da letto.

Ma questo era quasi normale nelle abitazioni a piano terra di Napoli, i cosidetti “Bassi” dopo la guerra diventarono abitabili, perche ai tempi del Fascismo erano stati dichiarati non abitabili, e fino a qualche tempo fa nel “Rione Sanità” si trovavano ancore le targhe di marmo che portava la scritta “Locale non adibito ad abitazione” ma comunque la gente vi abitava per mancanza di abitazioni.

Ma torniamo a quel giorno, il Padre di Aniello faceva la guardia di vigilanza notturna, e quando lo vedevo in divisa vedevo anche che portava la pistola nella fondina, mi aveva sempre incuriosito ed avrei dato non so cosa per vederla da vicino e non nella fondina, ma era una cosa proibita, sia per me ma maggiormente per i figli.

Ma anche inculcato da mia Madre che era una cosa pericolosa e che non dovevo nemmeno toccarla.

Quel giorno invece Aniello chiamandomi in disparte mi mostrò la Pistola, ma con mia grande sorpresa non era la pistola che il padre portava nella fondina, ma un altra a tamburo come quella degli sceriffi del Far West che avevo visto sulle strisce dei fumetti.

Si perche a parte che a quei tempi non esisteva la Televisione(non si sapeva nemmeno il nome), forse ne stavano costruendo qualcuna in america, al cinema non ci si andava se non in qualche grande occasione ma per vedere qualche film in bianco e nero di “Gianni & Pinotto” ed inoltre i fumetti, che allora erano chiamati “Strisce” per la loro forma erano alti un 10cm x 20cm oltre che le immagini erano in bianco e nero, solo la Copertina era a colori, ma aveva solo una immagine di seguito all’altra su una sola linea, era quello il nostro cinema, che ci faceva fantasticare, un esempio

Mi mostrò una pistola proprio uguale all’immagine, allora la mia mente incominciò a galoppare verso tutte le avventure che uno avrebbe potuto avere con una pistola di quel genere in mano, a parte che pesava un sacco, ma era anche piena di polvere, la presi in mano ed incominciai a fantasticare, nel mentre fantasticavo entrarono anche la sorella ed il fratello più piccolo di Aniello, ed anche loro incominciarono a giocare e scherzare con noi, io sempre con la pistola in mano.

Ad un certo punto puntai la pistola alla tempia della sorella di Aniello dicendo “Ora sparo” ma a quel punto una voce dietro di me disse, “Non fare lo scemo posa quella cosa” mi voltai di scatto e vidi la Madre di Aniello sulla porta, aveva la faccia bianca come un cadavere, io vuoi per la paura di essere stato scoperto ed anche per la paura di averle perche stavo facendo una cosa che non si doveva fare, posai la pistola su una sedia li vicino e scappai giù a casa mia.

Poi seppi che la madre aveva recuperato la pistola, ma non so quale forza abbia avuto vedendo la figlia con la pistola puntata alla testa, restare calma per non farmi spaventare ed abbia detto quelle parole, seppi ancora che quella pistola, non aveva sicura ed era carica.

Ma il Padre l’aveva nascosta in un luogo poco accessibile, ma come si era dimostrato non troppo, forse Aniello l’aveva vista posare oppure l’aveva trovata per caso, certo è che io a quella età stavo per uccidere una persona, per caso per fatalità non è successo, comunque è un ricordo che compare ogni volta che sento di qualche ragazzino che ha ucciso il fratello o parente con una pistola o arma tenuta in casa.

Non so se ci vorranno altri 10 anni per scrivere un altro ricordo, ma forse prendendoci la mano ne scriverò altri più spesso.

Ciao By Sal

Di |2020-05-04T11:37:20+02:00Maggio 1st, 2020|Categorie: Relax|Tag: |0 Commenti

Scritto da:

BySalv
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