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La Bicicletta

Visto che un ricordo richiama un altro, parlerò della bicicletta.

Era venuto il momento che imparassi ad andare in bicicletta, mia Madre me lo proibiva perchè aveva paura che mi facessi male.

Nella strada dove abitavo pochissime persone avevano la bicicletta ma maggiormente erano biciclette da grandi, a quell’età non avevo mai visto una bicicletta per piccoli se non tricicli o qualcuna con le 2 rotelle piccole ai lati ma più grandi di quelle, tipo “Graziella” per dire un nome non ne vedevamo.

Quindi l’unico modo per fare un giro in bici era di affittarla, cera un piccolo negozietto che affittava le biciclette, se non ricordo male 10 lire ad ora.

Io sempre incuriosito di andare in bicicletta aspettavo che qualche amico ne affittasse una per chiedergli se me la faceva portare per qualche minuto, qualche volta capitava, ma visto che non sapevo andarci appena ci salivo sopra cadevo miseramente, e l’amico me la toglieva subito dalle mani.

Finalmente dopo vario penare e nascondendo qualche moneta riuscii a raggranellare le 10 lire per affittare la bicicletta, andai nel negozietto gli diedi le 10 lire e mi lascio la bicicletta.

Per non far vedere che non sapevo ancora andarci mi allontanai portandola a mano, altrimenti non me l’avrebbe lasciata prendere, mi allontanai un poco ed incominciai a salirci sopra piano piano presi coraggio ed incominciavo a fare i giri intorno Piazza del Mercato che è abbastanza larga e lunga, facevano il mercato delle Scarpe il Lunedi Mattina, ma quel giorno non era Mercato.

Forte di quel mio ardimentare mi allontanai dal Mercato e arrivai fino al “Rettifilo” Corso Umberto I, era una strada principale piena di traffico con auto tram e carrozzelle con cavalli, me la cavai abbastanza bene, il traffico di allora non era quello di oggi.

Mi resi conto ad un certo punto, guardando un orologio stradale sul Rettifilo, che la mia ora stava per scadere allora tentai di tornare indietro ma mentre stavo tornando non mi si buca la gomma anteriore, in un attimo resto solo con il cerchione a terra e la gomma che girava impazzita vicino ai raggi del cerchione.

Ad un certo punto faccio per accavallare la rotaia del tram che sporgeva un poco dal fondo stradale, non lo accavallo bene e cado lungo disteso io e la bicicletta, cerco di proteggermi mani e braccia ma nello stesso momento sento un gran frastuono alle mie spalle, cerco di girarmi e vedo un tram che stava sopraggiungendo, i tram allora non avevano un clacson, ma un pedale che il manovratore azionava suonando una campana sotto il tram.

Vi lascio immaginare la paura, riesco a stento a tirarmi fuori dalle rotaie e con una faccia bianca dalla paura riesco a portare a piedi la bicicletta al negozietto per la resa, voleva anche addebitarmi la bucatura, ma gli feci notare che quelli erano tutti i soldi che avevo, voleva andare da mia Madre allora per farsi pagare la bucatura ma io scappai e non riuscì a fermarmi.

Quando tornai a casa menomale che non avevo riportato graffi o sbucciature che potevano insospettire mia madre, perchè caddi con il fianco e mi sbucciai solo l’anca, un posto non visibile, comunque mia Madre si accorse che qualcosa non andava, perchè appena mi vide disse “Che è successo”.

Da allora non ho più toccato biciclette e quindi non ho più imparato ad andarci, tempo fa ci andavo un poco perchè più grande ma se dovevo scansare una buca od un sasso ci andavo tranquillamente dentro o sopra.

Ciao alla prossima By Sal

Di |2020-05-02T16:25:47+02:00Maggio 2nd, 2020|Categorie: Relax|Tag: |0 Commenti

Scritto da:

BySalv
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