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Il Torero

Mi trovavo in una piccola cittadina in provincia di Foggia, ne ho girate tante che potrei anche confondermi con il nome.

La provincia di Foggia è caratterizzata maggiormente da case che al massimo hanno 2 piani e tutti i muri sono imbiancati con calce, ma oltretutto anche il selciato è fatto di pietra bianca.

Quindi d’estate uno resta abbacinato, dal candore, ed inoltre con il calore ce poca gente per le strade.

Con il mio solito caposquadra “Vincenzo” stavamo facendo un impianto telefonico ad una abitazione, il percorso per stendere la linea era molto lungo e anche con alcuni attraversamenti stradali.

Le auto erano poche per la strada ed anche le persone a causa del caldo, ma il lavoro è lavoro, quindi stavamo facendo l’impianto.

Nello stendere la linea dovevamo fare un attraversamento stradale, cioè passare il filo da un abitazione all’altra abitazione sul muro opposto.

Molte persone non ci fanno caso ma le nostre strade sono attraversate in moltissimi punti da cavi elettri e cavi telefonici, oggi si cerca di evitare, facendo attraversamenti stradali interrati.

Ma questo maggiormente si fa con cavi di grosso spessore e non per un impianto singolo, l’attraversamento è fatto con corda di acciaio e su questa corda vengono sistemati i cavetti con fascette di zinco.

Allora non cera la tecnologia di oggi e né tantomeno le regole di sicurezza che oggigiorno si applicano, comunque cercavamo sempre di attenerci a tali regole, ma a volte vuoi per fare più in fretta oppure per applicare tale norma cera bisogno di molto più personale.

Comunque per fare l’attraversamento stradale nella maggior parte delle volte lo facevamo a “Trampolino” almeno cosi noi lo chiamavamo, e secondo noi rispetto alla norma di sicurezza da rispettare era meno pericoloso, perchè non si appoggiava tutto il peso della persona sulla corda.

Si trattava di salire sulla scala e mettersi con le gambe a cavallo degli ultimi 2 scalini e mettersi in equilibrio stando in verticale, in questo modo con l’appoggio della fune d’acciaio ed oscillando la scala riuscivamo a camminare in equilibrio da un muro all’altro e nel camminamento con le fascette di zinco fissavamo il cavetto alla fune d’acciaio.

Con questo sistema uno stava in cima alla scala e l’altro in basso appena sotto sia per sicurezza ma anche per deviare eventuali pedoni o macchine che potevano inavvertitamente urtare la scala.

Quel giorno il mio caposquadra stava in cima alla scala ed io sotto a deviare auto o pedoni, ma la zona era tranquilla, quindi cera scarsità sia di macchine che pedoni.

Ad un certo momento sentivo un sacco di rumori come ferro che batteva per terra o come scontro di auto, subito guardai attorno per vedere qualcosa ma non vedevo niente la strada era sgombra sia a destra che a sinistra, insomma stavo all’erta per cercare di capire cosa poteva essere quel rumore che sentivo.

Ad un certo punto da una lontana stradina laterale vedo spuntare un Toro che correva all’impazzata, ed il rumore che avevo sentito era che il suddetto Toro portava attaccata con una fune una grata di ferro di una finestra alle corna, ed il rumore che sentivo era la grata di ferro che sbatteva a terra.

Più il Toro correva, più la grata faceva rumore e più il Toro si imbestialiva, ad un certo punto il Toro si gira ed incomincia a correre verso di noi.

Immaginate la scena io in mezzo alla strada, in mio caposquadra a oltre 4mt d’altezza, ed il Toro che correva verso di me, si tratta di attimi di Paura, Decisione da prendere, o restare li imbambolato dalla Paura.

Quello che pensai in quell’attimo fu se anche scansiamo il Toro la fune con la grata attaccata prende la scala e farà cadere il mio Caposquadra.

A questo punto, non so chi mi abbia dato il coraggio o cosa mi abbia mosso in quel senso, incominciai a correre verso il Toro agitando le braccia come se volevo volare e gridando a squarciagola.

Non so se cosi doveva andare, o forse il Toro aveva più paura di me, ma suppongo di si, fatto sta che si blocco in mezzo alla strada fece dietrofront ed incominciò a correre nella direzione opposta.

Nel frattempo il mio caposquadra, con una certa velocità raggiungeva il muro opposto scendendo dalla scala.

Quando le cose si calmarono un poco, io pallido di paura come un fazzoletto e lui che pareva un cadavere, cercavamo di darci coraggio uno all’altro.

Poco dopo riuscimmo a capire tutto, il Toro l’avevano portato al Macello che era poco distante, vuoi per il rumore del Macello o del destino che lo attendeva, aveva incominciato a tirare la grata al quale lo avevano legato, la grata che non era fissata bene aveva incominciato a cedere e lui tirando più forte l’aveva divelta.

Cadendo a terra sul selciato il rumore l’aveva spaventato e si era messo a correre e più correva più rumore faceva, insomma un ciclo continuo di paura, che lo aveva indirizzato verso di noi.

Pieno di paura si ma avevo avuto anche io il mio momento di “Toreador”

 

Alla prossima By Sal (8-D

 

Di |2020-05-07T17:16:30+02:00Maggio 7th, 2020|Categorie: Relax, Senza categoria|Commenti disabilitati su Il Torero

Scritto da:

BySalv
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