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Il Campanile

Almeno per me a Napoli esiste un solo Campanile, “o’ campar’o Carmn” il Campanile del Carmine, della Madonna del Carmine “a Maronna brun” la Madonna Bruna.

Scusate la scritta del napoletano, ma non so scriverlo bene, d’altronde nemmeno l’Italiano.

Una festa che avveniva il 15 luglio, penso che ancora oggi si faccia, le tradizioni napoletane sono dure a morire specialmente per i Santi.

Ce ne accorgevamo subito che stava venendo la festa del Carmine, perchè si incominciavano ad alzare i pali della festa per le luminarie in tutte le strade e vicoli nelle vicinanze del mercato, noi stavamo sempre tra i piedi di quelli che montavano i pali, e prendere qualche calcio, che ci tiravano, perchè davamo fastidio anche con il rischio di farci male.

Ma era talmente la curiosità di vedere le carrette con il filo per le legature ed i carri con i cavalli che trasportavano i pali scaricandoli ed incrocio di via o quando la via era più lunga anche tra una via ed un’altra ad intervalli regolari.

Ed infine quello che attirava di più l’attenzione era la scala, era altissima, o almeno sembrava, quando si è piccoli sembra che tutto sia di dimensioni enormi, ho rivisto il luogo dove abitavo qualche anno fa, e mi è sembrato tutto cosi piccolo e che mi sono detto, ma che hanno fatto hanno rimpiccolito tutto.

Comunque dicevo la scala che veniva portata su una specie di carretto con le ruote spostata a mano, ed altre scale normali che come minimo arrivavano ad i balconi del primo piano.

La curiosità più forte era vedere come fissavano questi pali per tenerli in piedi e non farli cadere, certo erano abilissimi a farlo, ma quello che attirava di più la nostra attenzione era quello che stava sulla scala del carretto con le ruote perchè non poggiava da nessuna parte stava in piedi in equilibrio legata al carretto e quello che postava il carretto faceva da contrappeso quando quello sulla scala si sporgeva per legare i vari tiranti al palo e tenerlo fermo.

Ma era tutto cosi ben organizzato che ci volevano alcuni minuti per passare al palo successivo, era tutto un lavoro di squadra, prima alzavano i pali poi passavano gli elettricisti scendendo la loro rete poi passavano quelli che mettevano gli altoparlanti ed infine passavano quelli che mettevano le luminarie vere e proprie.

Mettevano anche gli altoparlanti perchè nelle strade adiacenti si potessero sentire le musiche che facevano in Piazza del Carmine, essendo troppo lontani non si sarebbero sentite.

Ogni anno le luminarie erano differenti, stesso quelli della festa facevano a gara per mettere le luminarie più belle, anche tra i vari Rioni di Napoli.

Mia Madre ogni anno cercava di portarci a Piazza del Carmine per vedere l’incendio del campanile, ma non sempre ci potevamo andare, comunque era una cosa bellissima e spettacolare, con l’inizio dell’accensione delle girandole e poi mano a mano tutti i bengala che si accendevano sui cornicioni del campanile e sembrava proprio che si incendiasse, con i botti che scoppiavano in continuazione, rimbombando in tutta la Piazza, anche se non cera un posto libero dove metterci, con tutte le bancarelle di dolciumi che c’erano, ma la cosa più bella era quando partiva il quadro della Madonna che saliva verso il campanile ed una volta raggiunto il campanile il fuoco e tutti i bengala si spegnevano, sparando la Botta finale.

Concluso l’incendio ci facevamo un giro per la piazza mercato, perchè per l’occasione montavano le giostre, ed ogni anno ne montavano di nuove, a questo punto mia Madre sembrava crocifissa, perchè io tiravo da una parte per andare ad una giostra e mia sorella dall’altra, mettendola proprio in croce, comunque ci accontentava tutti e due facendoci fare un giro su una ed un giro su un’altra, io sceglievo ogni anno sempre l’autoscontro, ma mia sorella ogni volta cambiava, comunque sempre giostre che a me non andavano, il brutto che salivamo in due sulla giostra, e molte volte io non volevo salire su quella che sceglieva lei.

Alla fine ci allontanavamo tornando a casa accompagnati dalla musica che usciva dagli altoparlanti, quando arrivavamo a casa prendevamo le sedie e ci sedevamo sul marciapiedi fuori casa ascoltando la musica fino a tarda sera, con il fresco della sera, e mangiando melone o cocomero, era una cosa che non scorderò mai.

Anche se un Anno sempre per la festa capitò un episodio che riporterò un’altra volta

Ciao By Sal (8-D

Di |2020-05-04T17:47:03+02:00Maggio 4th, 2020|Categorie: Relax|Commenti disabilitati su Il Campanile

Scritto da:

BySalv
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