You are here:Home-Relax-Elettricista

Elettricista

Finalmente dopo circa 8 mesi di addestramento al corso di elettricista, riuscii a prendermi l’attestato, frequentando il corso mi ero reso conto che la materia mi piaceva e quindi mi sono applicato maggiormente, allora avevo 15 anni.

Diventando anche piuttosto bravo, anche perchè si faceva soltanto studio di pratica e teoria ma riguardando soltanto l’elettricità, e non tutte le altre materie come alla scuola normale.

Come pratica ci insegnavano i circuiti elettrici e ce li facevano fare praticamente stendendo i fili su isolatori di ceramica che fissavamo su una lavagna di legno, ognuno di noi ne aveva una per creare i suoi circuiti.

Poi altre ore di Teoria, insomma erano 6 ore giornaliere ed a volte anche 8.

Certo molte volte facevamo fuoco, perchè non avevamo compreso bene il circuito o avevamo fatto male i collegamenti, ed il professore poi ci spronava a trovare da soli il problema e risolverlo.

Per arrotondare allora lavoravo in una sala del cinema, ma questa è un’altra storia, lavorando li avevo fatto amicizia con l’operatore della sala di proiezione, e quindi quando veniva trasmesso il film salivo spesso in sala di proiezione.

Mi intrigava la sala di proiezione, in quanto oltre a fare caldo, perchè le macchine di proiezione sviluppavano un gran calore per la luce che non veniva prodotta da una lampada ad incandescenza, ma da un arco voltaico tra due elettrodi di carbone, che l’operatore doveva tenere sempre sotto controllo per creare una buona luce.

Cera un meccanismo che avvicinava i due elettrodi man mano che si consumavano ma a volte bisognava intervenire manualmente per avvicinare o distanziare gli elettrodi per mantenerli alla giusta distanza.

L’operatore, che lavorava solo il pomeriggio la mattina aveva una piccola impresa elettrica, che faceva riparazioni per il Comune.

Un giorno saputo che io stavo facendo la mattina il corso di elettricista, e forse per mancanza di qualche aiuto, mi chiese se volevo dargli una mano se avevo tempo libero.

Un Sabato che non facevo lezione accettai, e quello fu il mio primo giorno da “Elettricista” ricordo che andammo in una Scuola e dovevo fare un punto luce in uno sgabuzzino che stavano rifacendo.

Mi portò sul posto, mi disse qui metti la cassetta e sopra li “la porta” ci va il fluorescente, “sai fare un interruttore” mi disse, “si risposi”, mi lascio una cazzuola, una martellina, mezzo sacco di gesso da impastare, il tubo da collocare nel muro, e se ne andò.

Apriti cielo “e che faccio adesso” mi dissi, abituato a fare, il circuito con i fili e gli isolatori, non sapevo nemmeno da che parte incominciare.

Ma poi con il ragionamento, incominciai a capire che dovevo aprire la sede per inserire la cassetta dell’interruttore e la traccia per inserire il tubo di plastica, che non era di quelli flessibili di oggi, doveva essere riscaldato e piegato manualmente.

Cosi con non poca fatica mi misi all’opera, ma vi lascio immaginare come mi combinai tutto pieno di polvere, con le mani che si erano piagate, in quanto non abituato ad usare la “Sciamarrella” Martellina, già feci un foro troppo grande per la cassetta, ma anche per la traccia per inserire il tubo.

Il bello che quando andavo ad impastare il gesso, non sapevo che si rapprendeva subito, e quindi dovevo tornare ad impastare di nuovo, ed inoltre la cassetta non riuscivo a fissarla bene se ne cadeva sempre.

Insomma disperato chiesi aiuto ad un muratore li vicino, che forse stava guardandomi da molto tempo facendosi chissà quante risate, vedendo tutte le mie peripezie, e che lui risolse in qualche minuto.

Insomma un lavoro che ci sarebbero voluti in tutto 15 minuti, erano 2 ore che stavo bazzicando nello sgabuzzino, sporco e sconfitto nel mio orgoglio di saper fare “l’Elettricista”.

 

Ciao By Sal (8-D

Di |2020-05-06T07:38:09+02:00Maggio 6th, 2020|Categorie: Relax|Commenti disabilitati su Elettricista

Scritto da:

BySalv
Excel si può amare od odiare, l'importante che sai usarlo